L' e-mail di Banca Sella ai suoi correntisti PDF Stampa E-mail

Crediamo sia di generale interesse leggere la email che la Banca Sella si è premurata di inviare ai suoi correntisti sul problema del phishing.
La email.

Come si potrà notare, Banca Sella si preoccupa di avvertire i suoi Clienti di non inserire tutta la password intera, quando il sistema richiede normalmente solo due caratteri a caso (come giusta difesa da attacchi criminali come il phishing!).
Banca Sella, malgrado le giuste difese esistenti, ipotizza un possibile comportamento ingenuo da parte di alcuni suoi Clienti e, giustamente, li avverte. Ma, ci domandiamo, quante sono le possibili combinazioni di comportamenti anomali da parte di Clienti "ingenui"? Devono gli intermediari avvertire i propri Clienti su tutte le possibili frodi alle quali possono essere soggetti?
Non è che una maggiore sensibilizzazione da parte dei "media" nazionali potrebbe aiutare a sensibilizzare tutti ad una giusta cautela nell'uso di dati personali riservati, come il pin, o la password, così come dei dati relativi alla propria identità (codice fiscale, luogo e data di nascita, ecc.)?
Per esempio, sarebbe opportuno ricordare a tutti di osservare con sospetto eventuali variazioni rispetto alla "consuetudine" e, nel dubbio, adottare le opportune cautele.
Ciò è valido nel caso del Bancomat, così come per la cassetta della posta di casa. Infatti, se questa viene riscontrata aperta, non ci si dovrebbe insospettire? Se, proseguendo nell'esempio, normalmente l'avviso dell'INPS arriva il 5 del mese, perchè è in ritardo? Non è che i due fenomeni sono correlati?
E' nostra convinzione che le cautele adottate nella vita di tutti i giorni non debbano mutare se si è in presenza di strumenti informatici.


 


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